Quest’anno accogliamo un ospite rarissimo nei nostri cieli: la cometa interstellare 3I/ATLAS. È soltanto il terzo oggetto interstellare mai scoperto, un visitatore davvero unico nella vita. Tuttavia, alcuni suggeriscono di non scartare un’ipotesi più audace: e se fosse in realtà una sonda aliena di passaggio nel Sistema Solare?
Qualunque cosa si creda, è possibile seguirne il percorso con comuni atlanti celesti e software planetari. Fino a novembre 2025 la cometa sarà troppo vicina al Sole per poter essere osservata, ma nel frattempo si possono ammirare altre due comete luminose: C/2025 R2 (SWAN) e C/2025 A6 (Lemmon), entrambe ben visibili in cielo in questo periodo.
Contenuti di questo Focus riguardante 3I/ATLAS
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Che cos’è 3I/ATLAS?
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3I/ATLAS potrebbe essere un’astronave aliena? La teoria del professore di Harvard
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Cometa 3I/ATLAS: la posizione ufficiale della scienza
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Cometa 3I/ATLAS: ultime notizie
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Domande frequenti sulla cometa 3I/ATLAS
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Cometa 3I/ATLAS: consigli per l’osservazione
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Scoperta della cometa 3I/ATLAS
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Perché la cometa 3I/ATLAS si chiama così?
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Perché le comete interstellari come 3I/ATLAS sono così rare?
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Perché gli astronomi dedicano tanta attenzione agli oggetti interstellari?
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Cometa 3I/ATLAS: riassunto
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Visibili ora: esplora le altre comete che catturano l’attenzione
Che cos’è 3I/ATLAS?

3I/ATLAS è un oggetto interstellare scoperto di recente, un raro visitatore proveniente da oltre i confini del nostro Sistema Solare e quindi non legato gravitazionalmente al Sole. È stato individuato per la prima volta il 1º luglio 2025 da un telescopio automatico del progetto ATLAS in Cile, durante una campagna di monitoraggio dedicata alla ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi. La comunità scientifica internazionale — dalla NASA all’ESA fino alla maggior parte degli osservatori indipendenti — concorda su un punto fondamentale: 3I/ATLAS è una cometa naturale, il terzo oggetto interstellare mai confermato dopo il misterioso ‘Oumuamua del 2017 e la più classica 2I/Borisov del 2019. Tuttavia, non tutti sono convinti. Alcuni studiosi e astrofisici ritengono che le sue caratteristiche insolite, come la luminosità, la traiettoria e la composizione spettrale, lascino spazio a interpretazioni più audaci e a ipotesi decisamente più esotiche.
3I/ATLAS potrebbe essere un’astronave aliena? La teoria del professore di Harvard

A ipotizzare lo scenario più estremo è il fisico teorico di Harvard Avi Loeb, uno dei ricercatori più discussi e carismatici del panorama astrofisico contemporaneo, noto per le sue posizioni non convenzionali sugli oggetti interstellari e per la volontà di spingere la scienza oltre i confini del pensabile. Loeb ha suggerito di non escludere una possibilità sorprendente: 3I/ATLAS potrebbe non essere un semplice blocco di ghiaccio e polvere, ma un oggetto artificiale controllato o almeno progettato da una civiltà extraterrestre avanzata.
Secondo il professore, si tratta di un’ipotesi di lavoro da prendere in seria considerazione accanto a quelle più tradizionali, non come fantasia fantascientifica ma come esercizio scientifico aperto a tutte le spiegazioni compatibili con i dati. La proposta nasce dall’osservazione di alcune presunte anomalie — nella luminosità, nella traiettoria e nel comportamento della cometa — che, a suo giudizio, non trovano risposte semplici nei modelli standard. Loeb sostiene che la scienza dovrebbe indagare questi fenomeni con mente aperta, poiché la possibilità di individuare prove di tecnologia aliena, anche indirette, rappresenterebbe una scoperta di portata epocale.
La sua teoria, basata su alcuni punti chiave che analizzeremo di seguito, ha rapidamente alimentato un acceso dibattito nella comunità scientifica e tra gli appassionati di astronomia, dividendo chi la considera un’idea visionaria e chi la liquida come pura speculazione.
3I/ATLAS è eccezionalmente grande

Quando 3I/ATLAS è stato scoperto, la sua luminosità apparente risultava sorprendentemente elevata rispetto alla distanza che lo separava dal Sole. In termini puramente fotometrici, la quantità di luce riflessa sembrava incompatibile con le dimensioni tipiche di un corpo interstellare. Se quella brillantezza fosse interamente dovuta alla riflessione della luce solare, l’oggetto avrebbe dovuto possedere un diametro di circa 20 chilometri — un valore enorme, fuori scala rispetto alle normali comete o asteroidi provenienti dallo spazio profondo. Le probabilità di incontrare casualmente un visitatore interstellare di simili proporzioni sono infinitesimali, stimate attorno a 0,0001, ovvero una possibilità su dieci milioni.
Per Loeb, questa anomalia rappresenta un indizio da non sottovalutare: forse 3I/ATLAS non è così grande come sembra, ma riflette la luce in modo diverso da una superficie naturale — magari perché composta da materiali metallici o strutture regolari, come quelle di un veicolo artificiale. In quest’ottica, la luminosità anomala diventerebbe un potenziale segnale di natura tecnologica, più che un semplice effetto ottico.
3I/ATLAS non si comporta come una cometa

Le normali comete, avvicinandosi al Sole, sviluppano di solito spettacolari code di gas e polveri accompagnate da specifiche impronte chimiche, facilmente identificabili negli spettri luminosi. Questo comportamento è considerato una sorta di “firma” universale dei nuclei cometari, costituiti da ghiacci che sublimano quando il calore solare aumenta. Tuttavia, al momento in cui Loeb avanzò la sua teoria, 3I/ATLAS non mostrava nulla del genere. Nessuna coda visibile, nessuna chioma apparente, e soprattutto nessuna traccia chiara di emissioni gassose.
Le prime analisi spettroscopiche non evidenziavano le tipiche bande di anidride carbonica, acqua o metano, ma solo una riflessione di luce solare con tonalità rossastre, un segnale compatibile con materiali organici complessi o idrocarburi presenti sulla superficie. Questa colorazione rossa potrebbe effettivamente essere il risultato di processi chimici dovuti all’esposizione prolungata ai raggi cosmici, ma per Loeb rappresenta qualcosa di più enigmatico, forse un indizio di una superficie artificiale o altamente riflettente. Nessuna coda cometaria, nessuna ovvia spiegazione asteroidale… allora cos’è davvero 3I/ATLAS? Un misterioso residuo cosmico o un artefatto proveniente da un’altra civiltà?
3I/ATLAS segue una traiettoria troppo ordinata

Gli oggetti interstellari di solito entrano nel Sistema Solare seguendo traiettorie piuttosto casuali e con angoli d’inclinazione molto variabili rispetto al piano orbitale dei pianeti. 3I/ATLAS, invece, ha sorpreso gli astronomi per il suo moto quasi perfettamente allineato con l’eclittica, come se avesse “scelto” la rotta più comoda per attraversare la regione interna del Sistema Solare. E non in una zona qualunque: il suo percorso la porta a passare in sequenza vicino a Giove, Marte e Venere, tre pianeti che, per posizione e massa, rappresentano punti ideali per studiare il Sistema Solare o sfruttarne la gravità.
Secondo Loeb, un allineamento così preciso è difficile da considerare frutto del caso. Una rotta del genere somiglia più a un itinerario pianificato, studiato con precisione per osservare da vicino i pianeti principali o magari per ottenere vantaggi energetici dalle loro orbite. Inoltre, il passaggio ravvicinato nei pressi di pianeti massicci consentirebbe di effettuare manovre gravitazionali, le stesse che le nostre sonde spaziali sfruttano per guadagnare velocità e modificare traiettoria senza consumare propellente.
La domanda, dunque, rimane sospesa: 3I/ATLAS sta semplicemente seguendo le leggi della fisica, o le sta usando in modo intenzionale, come farebbe una sonda intelligente in esplorazione?
3I/ATLAS sembra evitare la Terra

Nel tragitto previsto, 3I/ATLAS passerà vicino a tre pianeti — Giove, Marte e Venere — ma si terrà accuratamente alla larga dalla Terra, come se il nostro pianeta non rientrasse nei suoi “piani di volo”. La traiettoria calcolata mostra un percorso preciso e regolare, privo di deviazioni significative, eppure fin troppo ordinato per essere del tutto casuale. A fine ottobre, la cometa scomparirà dietro il Sole, diventando invisibile ai nostri telescopi per diverse settimane, proprio durante la fase più delicata del suo viaggio.
Secondo Avi Loeb, se l’oggetto fosse effettivamente controllato in modo intelligente, quel momento rappresenterebbe l’occasione perfetta per modificare la rotta lontano da occhi indiscreti, sfruttando la luce solare come copertura naturale. Una manovra del genere, per un eventuale veicolo alieno, sarebbe ideale per cambiare direzione o per rilasciare sonde più piccole senza essere rilevato dai nostri strumenti. In altre parole, sarebbe il comportamento esatto che ci si aspetterebbe da una sonda consapevole di essere osservata e desiderosa di rimanere invisibile nel momento più opportuno.
3I/ATLAS potrebbe essere pericoloso per la Terra

Come già accennato, il fatto di nascondersi dietro il Sole potrebbe teoricamente offrire all’oggetto l’opportunità perfetta per modificare la propria traiettoria senza essere osservato dai telescopi terrestri, sfruttando il bagliore solare come copertura naturale. E se questa nuova rotta, per pura ipotesi, dovesse puntare verso la Terra, di certo non si tratterebbe di una visita amichevole. In tale scenario, Loeb ipotizza un possibile incontro ravvicinato con il nostro pianeta, magari non pacifico, o comunque intenzionale.
Il professore si è spinto persino a suggerire che l’umanità dovrebbe prepararsi a difendersi, quantomeno in modo concettuale, da un’eventuale tecnologia extraterrestre avanzata — pur riconoscendo che una civiltà in grado di viaggiare tra le stelle sarebbe con ogni probabilità inarrestabile con i mezzi di cui disponiamo oggi.
Lo stesso Loeb ha però chiarito, anche nei suoi interventi pubblici e sul suo blog, che l’idea dell’“astronave aliena” va intesa più come un esperimento mentale e una provocazione scientifica che come una conclusione definitiva. Ciò nonostante, le sue parole hanno avuto l’effetto di accendere un acceso dibattito tra ricercatori, divulgatori e appassionati, riportando l’attenzione del grande pubblico sulla possibilità — affascinante e inquietante — che non siamo soli nell’universo.
Cometa 3I/ATLAS: la posizione ufficiale della scienza

Immagine della cometa interstellare 3I/ATLAS ripresa dal telescopio spaziale Hubble il 21 luglio 2025, da una distanza di 365 milioni di chilometri. La cometa mostra una chioma di polvere allungata, simile a una goccia che si dissolve nello spazio, mentre le stelle sullo sfondo appaiono come scie luminose dovute al lungo tempo di esposizione. L’immagine, straordinariamente nitida, ha permesso di analizzare in dettaglio la struttura del nucleo e la distribuzione della polvere, rivelando un comportamento del tutto compatibile con quello di una cometa classica proveniente da un altro sistema stellare.
© NASA, ESA, D. Jewitt (UCLA)
Nonostante le teorie più fantasiose, la comunità scientifica resta compatta: la cosiddetta ipotesi della “sonda aliena” non trova riscontro nei dati osservativi. Le analisi condotte dai principali osservatori internazionali, inclusi Hubble, SPHEREx e il James Webb Space Telescope, indicano che 3I/ATLAS è una cometa naturale, formata da ghiacci e polveri che sublimano con l’aumento della temperatura solare. Tutte le misurazioni — luminosità, spettro, morfologia e dinamica orbitale — convergono su un’unica interpretazione coerente con i modelli noti di fisica cometaria. Per la NASA, l’ESA e la stragrande maggioranza degli astronomi, l’oggetto resta dunque un affascinante messaggero interstellare, ma non una macchina costruita da menti aliene.
3I/ATLAS non è così grande

Inizialmente le dimensioni di 3I/ATLAS erano state nettamente sovrastimate: al momento della scoperta si pensava a un oggetto enorme, forse tra i più grandi mai visti provenienti dallo spazio interstellare. Tuttavia, le osservazioni ad alta risoluzione effettuate successivamente dal telescopio spaziale Hubble hanno raccontato una storia molto diversa e più coerente con i modelli cometari conosciuti. Le stime aggiornate indicano infatti un nucleo compreso tra 0,6 e 5,6 chilometri di diametro (0,37–3,48 miglia), perfettamente nella norma per una cometa attiva di questo tipo.
Gran parte della forte luminosità iniziale non proveniva da un corpo gigantesco, ma dalla vasta nube di gas e polveri che circondava il nucleo, riflettendo la luce solare e amplificando artificialmente la brillantezza apparente. Questo chiarimento ha permesso agli astronomi di ridimensionare le prime interpretazioni sensazionalistiche e di confermare che, almeno per ora, 3I/ATLAS sembra comportarsi come una cometa naturale e non come un misterioso colosso alieno.
3I/ATLAS si comporta come una cometa da manuale

Per la maggior parte degli astronomi, il caso è ormai considerato chiuso: 3I/ATLAS si presenta e si comporta esattamente come una cometa in ogni dettaglio osservabile. Man mano che si è avvicinata al Sole, ha iniziato a sviluppare una chioma e una lunga coda di gas e polveri, frutto del riscaldamento dei ghiacci che sublimano nello spazio. La sua luminosità è cresciuta progressivamente, seguendo un andamento del tutto coerente con quello di una cometa classica.
Le osservazioni effettuate con il telescopio spaziale NASA SPHEREx hanno persino rilevato in modo inequivocabile la presenza di anidride carbonica nella chioma, una delle firme più tipiche dell’attività cometaria. Anche i dati spettroscopici raccolti da terra confermano l’emissione di altri composti volatili come acqua e monossido di carbonio, consolidando ulteriormente la sua identità naturale. Come ha sintetizzato Tom Statler, scienziato della NASA:
“Sembra una cometa. Si comporta da cometa. Tutti gli indizi portano nella stessa direzione.”
3I/ATLAS non rappresenta una minaccia per la Terra
Le fantasie di un attacco alieno possono ispirare ottima fantascienza e riempire pagine di romanzi e film spettacolari, ma gli astronomi invitano alla calma: non c’è alcun motivo di allarme. L’orbita di 3I/ATLAS è ormai ben determinata e tracciata con grande precisione, grazie a osservazioni effettuate sia da Terra che dallo spazio con telescopi come Hubble, SOHO e SPHEREx. Tutti i dati confermano che la cometa non incrocerà mai la traiettoria terrestre e che non rappresenta alcun rischio di impatto. I calcoli mostrano che non si avvicinerà mai a meno di 270 milioni di chilometri dalla Terra, quasi il doppio della distanza che ci separa dal Sole — una distanza astronomicamente sicura.
Per la comunità scientifica, 3I/ATLAS resta un affascinante corpo naturale, un messaggero di ghiaccio e polvere proveniente da un altro sistema stellare. L’unica “invasione” che ha in programma è quella pacifica, attraverso gli obiettivi dei telescopi di tutto il mondo, che ne stanno seguendo il viaggio con crescente interesse.
In definitiva, 3I/ATLAS è davvero un’astronave aliena in missione segreta o soltanto una cometa di passaggio nel nostro angolo di universo? La scienza, con i dati alla mano, propende in modo deciso e rassicurante per la seconda ipotesi.
Cometa 3I/ATLAS: ultime notizie
20 settembre 2025: 3I/ATLAS diventa verde – cosa sta succedendo?
All’inizio di settembre 2025, gli astronomi hanno notato un bagliore verde attorno alla cometa 3I/ATLAS. Questo colore è di solito dovuto a molecole come il dicarbonio, che brillano sotto la luce solare, ma gli spettri precedenti della cometa non mostravano quantità significative di questa sostanza. Potrebbe quindi essere un’altra molecola a far apparire la cometa verde. Il fenomeno è ancora in fase di studio e i ricercatori stanno cercando di identificare quali gas siano all’origine di questa inattesa tonalità. Osservazioni come questa forniscono indizi preziosi sulla chimica delle comete formatesi in altri sistemi stellari.
23 settembre 2025: Dimentica le astronavi aliene! Nuova teoria: 3I/ATLAS potrebbe essere un seme planetario
Le astronome Susanne Pfalzner e Michele Bannister hanno avanzato l’ipotesi che 3I/ATLAS sia più di una semplice cometa: potrebbe trattarsi di un “seme” per la formazione di pianeti. I modelli tradizionali di formazione planetaria faticano a spiegare come i giganti gassosi possano crescere abbastanza rapidamente prima che i loro dischi di gas svaniscano. Un solido oggetto interstellare come 3I/ATLAS potrebbe invece fornire un nucleo già formato, accelerando la crescita raccogliendo materiale circostante. Se così fosse, significherebbe che visitatori interstellari come questo possono costituire i mattoni fondamentali di futuri mondi alieni.
23 settembre 2025: Tempesta solare colpirà la cometa 3I/ATLAS
Il 24–25 settembre 2025, una espulsione di massa coronale (CME) sprigionata dal Sole è prevista entrare in collisione con la cometa 3I/ATLAS. Quando una tempesta solare investe una cometa, la sua coda può torcersi, spezzarsi o persino staccarsi del tutto. Inoltre, questa sarà la prima volta che gli astronomi assisteranno a un’interazione del genere con un visitatore interstellare. L’evento capita al momento giusto: circa una settimana prima che 3I/ATLAS scompaia nel bagliore solare, offrendo così una finestra breve ma preziosa per osservarne gli effetti in diretta. Tutti gli occhi sono puntati su 3I/ATLAS per vedere come questo viaggiatore cosmico affronterà l’urto dell’eruzione solare.
25 settembre 2025: Professore di Harvard ribadisce — 3I/ATLAS potrebbe essere più di una cometa
L’astronomo di Harvard Avi Loeb, già noto per le sue idee audaci sugli oggetti interstellari, ha diffuso una nuova analisi su 3I/ATLAS. In essa evidenzia che la cometa non mostra alcuna accelerazione non-gravitazionale rilevabile, il che significa che la sua traiettoria non viene alterata da getti di gas come avviene per molte altre comete. Per spiegare questa assenza di spinte, Loeb suggerisce che 3I/ATLAS debba essere insolitamente massiccia, con un nucleo di diversi chilometri di diametro e una massa totale dell’ordine di decine di miliardi di tonnellate.
Loeb lascia comunque la porta aperta a speculazioni più estreme. Se in futuro i dati dovessero mostrare un improvviso cambiamento di traiettoria senza che alcuna attività naturale di degassamento possa spiegarlo, allora — sostiene — l’unica opzione rimanente sarebbe una propulsione di origine tecnologica. Secondo lui, il vero enigma è capire se 3I/ATLAS sia semplicemente una cometa insolitamente pesante con una chimica particolare, oppure qualcosa di molto più strano.
28 settembre 2025: 3I/ATLAS potrebbe essere la fonte del segnale inspiegabile ricevuto 48 anni fa?
Nel 1977 un radiotelescopio in Ohio captò un misterioso segnale radio della durata di 72 secondi, passato alla storia come il “Segnale Wow!” — uno dei più convincenti possibili indizi di una trasmissione extraterrestre mai registrati. Gli astronomi non sono mai riusciti a spiegare quell’emissione, rimasta per decenni un enigma cosmico.
Ora Avi Loeb ha avanzato un’altra suggestiva ipotesi coinvolgendo 3I/ATLAS. La cometa sta transitando proprio nella stessa regione di cielo in cui venne rilevato il Segnale Wow!, sollevando la domanda: e se fosse stato un visitatore interstellare la fonte di quel segnale fin dall’inizio?
29 settembre 2025: La cometa 3I/ATLAS è sopravvissuta a una tempesta solare senza problemi
Una forte eruzione solare? Nessun problema! Di recente la cometa 3I/ATLAS è stata investita da una tempesta solare — e apparentemente non ne ha risentito affatto. Almeno finora, non sono stati riportati cambiamenti significativi dopo questo incontro. Per fare un confronto: quando una tempesta simile colpì la cometa Encke nel 2007, il suo campo magnetico collassò e la coda venne strappata via completamente.
30 settembre 2025: La cometa 3I/ATLAS sta per sparire dalla vista fino a fine novembre
Tra poco 3I/ATLAS entrerà nel bagliore solare e scomparirà temporaneamente dai nostri telescopi. Per via dell’attuale allineamento orbitale, la Terra e la cometa si troveranno ai lati opposti del Sole — una geometria tutt’altro che favorevole alle osservazioni. Già ora la cometa si trova a pochi gradi angolari dal Sole, il che rende difficoltoso distinguerla sullo sfondo luminoso. Quando raggiungerà il perielio il 29 ottobre, sarà completamente inghiottita dalla luce solare. Ma niente paura: non sarà un addio definitivo. 3I/ATLAS dovrebbe ricomparire verso fine novembre, visibile debolmente nel cielo del primo mattino.
1 ottobre 2025: La cometa 3I/ATLAS si avvicina a Marte
La cometa 3I/ATLAS è ora diretta verso il Pianeta Rosso. Il 3 ottobre transiterà accanto a Marte, a una distanza di appena 0,19 UA (circa 28 milioni di km) — una vicinanza notevole in termini astronomici. Sono previsti osservazioni e monitoraggi dall’orbita e dalla superficie marziana, con l’obiettivo di raccogliere dati unici su questo visitatore interstellare. Gli alieni a bordo di 3I/ATLAS ci faranno un cenno di saluto? Lo scopriremo presto!
5 ottobre 2025: Nuova immagine della cometa 3I/ATLAS dall’orbita di Marte
Una ripresa autentica della cometa 3I/ATLAS effettuata dal rover Perseverance della NASA (immagine elaborata da Simeon Schmauß). Il visitatore interstellare appare come un debole bagliore tra le stelle. Da notare: questa è la foto reale, non una delle false immagini virali circolate di recente.
©NASA/JPL-Caltech/ASU/Simeon Schmauß
La nuova immagine della cometa interstellare 3I/ATLAS è stata ottenuta dall’appassionato di astronomia Simeon Schmauß elaborando 20 esposizioni da 30 secondi ciascuna scattate dal rover Perseverance. Il risultato mostra la cometa come un debole bagliore diffuso di magnitudine 8 — esattamente ciò che gli scienziati si aspettavano in questa fase del suo viaggio. Attualmente 3I/ATLAS si trova a circa 30 milioni di km da Marte e, sebbene appaia fioca, non c’è da meravigliarsi: è piccola (il nucleo non supera i 5–6 km di diametro) e riceve solo circa il 40% della luce solare che raggiunge la Terra. Inoltre va ricordato che Perseverance non è Hubble: aspettarsi immagini cosmiche nitide dal suo equipaggiamento fotografico sarebbe chiedere un po’ troppo. Nel frattempo, sui social sono circolate presunte “foto di Perseverance” che mostrano un oggetto luminoso di forma cilindrica — ma si è scoperto che nella maggior parte dei casi si trattava di immagini errate o mal interpretate.
La scia luminosa visibile in alcune foto virali recenti, ad esempio, non era affatto la cometa 3I/ATLAS: in realtà era Fobos, la piccola luna di Marte, ripresa in rapido movimento. La lunga esposizione fotografica ha trasformato Fobos in un “cilindro” di luce, che è stato scambiato per 3I/ATLAS e persino etichettato come un’astronave aliena.
7 ottobre 2025: nuove immagini della cometa 3I/ATLAS dalle sonde dell’ESA
Immagine della cometa 3I/ATLAS catturata dall’orbiter ExoMars TGO dall’orbita di Marte. Sebbene la fotocamera di TGO sia progettata per riprendere la brillante superficie di Marte, è riuscita comunque a immortalare la chioma della cometa, che si estende per diversi migliaia di chilometri.
©ESA/TGO/CaSSIS
Sono appena arrivate nuove immagini della cometa 3I/ATLAS — questa volta dalle missioni ExoMars TGO e Mars Express dell’ESA, in orbita attorno a Marte. Durante il passaggio ravvicinato della cometa al Pianeta Rosso, il Trace Gas Orbiter (TGO) di ExoMars è riuscito a fotografare un piccolo bagliore diffuso — in altre parole, la chioma di gas e polveri che avvolge il nucleo ghiacciato. La cometa è troppo piccola e lontana per essere risolta chiaramente, ma riuscire a catturare anche solo il suo tenue alone è già un grande successo. Gli scienziati ora stanno combinando e analizzando i dati raccolti per rivelare nuovi dettagli.
7 ottobre 2025: la cometa 3I/ATLAS rilascia tonnellate d’acqua
Gli astronomi hanno confermato che la cometa interstellare 3I/ATLAS sta espellendo acqua nello spazio — circa 40 chilogrammi al secondo (pari a circa 2,5 tonnellate al minuto), con una potenza paragonabile a un idrante aperto al massimo. La scoperta arriva dal telescopio spaziale Swift della NASA, che ha rilevato deboli segnali ultravioletti dell’ione idrossile (OH), una molecola che si forma quando la luce solare scompone le molecole d’acqua.
Ciò che sorprende è il luogo in cui questo fenomeno è stato osservato. Swift ha captato il segnale quando la cometa si trovava a quasi tre volte la distanza Terra-Sole, ben oltre la regione in cui il calore del Sole riesce normalmente a trasformare il ghiaccio in vapore. Questo significa che la cometa è insolitamente attiva, oppure che la sua superficie contiene una quantità di composti volatili maggiore del previsto.
Si tratta della prima rilevazione confermata di acqua proveniente da una cometa interstellare, e sta già costringendo gli scienziati a rivedere ciò che pensavano di sapere su questi visitatori da altri sistemi stellari. Rispetto ai suoi predecessori — la secca ‘Oumuamua e la ricca di carbonio 2I/Borisov — 3I/ATLAS spicca come una vera portatrice d’acqua, una prova che gli ingredienti fondamentali per la vita potrebbero essere comuni in tutta la galassia.
19 ottobre 2025: la “anti-coda” della cometa interstellare 3I/ATLAS osservata dall’osservatorio Keck
Gli astronomi che stanno monitorando 3I/ATLAS con il telescopio Keck alle Hawaii hanno notato qualcosa di insolito: una coda che sembra puntare verso il Sole anziché allontanarsene. A prima vista potrebbe sembrare impossibile, quasi come i fari anteriori di un’astronave aliena. Ma niente paura: si tratta con ogni probabilità di un’illusione ottica chiamata anti-coda.
Questo fenomeno si verifica quando la Terra si allinea perfettamente con il piano orbitale della cometa, facendo apparire le particelle di polvere della coda come se fossero “invertite”. In realtà la polvere viene sempre spinta via dal Sole — è solo la nostra prospettiva a trarre in inganno. Anche così, questa osservazione aggiunge un capitolo affascinante alla storia di 3I/ATLAS. Le anti-code sono rare, e vederne una in una cometa proveniente da un altro sistema stellare rende questo visitatore già straordinario ancora più interessante.
Vuoi sapere cos’è un’anti-coda e cosa comporta? In breve: è un effetto prospettico dovuto all’allineamento Terra–cometa–Sole che fa sembrare invertita la direzione del flusso di polveri.
21 ottobre 2025: la cometa 3I/ATLAS si trova dietro il Sole – dobbiamo preoccuparci?
Il 21 ottobre la cometa interstellare 3I/ATLAS passa dietro il Sole, raggiungendo quella che gli astronomi chiamano congiunzione solare — ossia il punto in cui un astro e il Sole appaiono molto vicini nel cielo. Secondo Avi Loeb, questo frangente potrebbe rappresentare il momento cruciale del viaggio di 3I/ATLAS.
Loeb osserva che, nell’astronautica, il punto più efficiente per cambiare rotta è durante il massimo avvicinamento a un corpo massiccio — una manovra nota come effetto Oberth. Quando un veicolo spaziale accende i motori nel punto di massima velocità orbitale, ottiene il massimo impulso dal campo gravitazionale circostante. È lo stesso principio sfruttato dalle nostre sonde interplanetarie per accelerare in fionde gravitazionali — e, su scala più grande, che spiega come alcune stelle vengano scagliate fuori dai nuclei galattici a velocità estreme. Se, come ipotizza Loeb, 3I/ATLAS fosse un’enorme nave madre, forse non effettuerebbe la manovra direttamente, ma rilascerebbe piccole “sonde” per esplorare i pianeti vicini.
Gli scienziati restano scettici, ma concordano sul fatto che le settimane successive al perielio saranno cruciali per capire il comportamento di questo oggetto misterioso nel suo passaggio vicino al Sole. Al momento, il bagliore solare nasconde completamente 3I/ATLAS, rendendola invisibile dalla Terra. La cometa dovrebbe riapparire a fine novembre nel cielo del mattino, prima dell’alba, nella costellazione della Vergine. Gli astronomi attendono con impazienza quel momento per riprendere le osservazioni del nostro ospite interstellare.
21 ottobre 2025: perché un professore di Harvard consiglia di prendersi una vacanza prima del 29 ottobre?
Il 29 ottobre la cometa interstellare 3I/ATLAS raggiungerà il perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole — circa 1,4 UA (circa 210 milioni di km). Sarà il momento clou per la cometa, l’apice del suo viaggio attraverso il Sistema Solare.
C’è chi però affronta l’evento con un pizzico di drammaticità. L’astronomo di Harvard Avi Loeb, già fautore dell’idea che 3I/ATLAS possa non essere una semplice cometa, ha ironizzato consigliando di “prendersi le vacanze prima del 29 ottobre” — insinuando che se l’oggetto fosse davvero un’astronave aliena, nient’altro sulla Terra avrebbe più importanza. Ad ogni modo, la stragrande maggioranza degli scienziati si aspetta un passaggio cometario del tutto regolare ed è semplicemente curiosa di vedere come si comporterà 3I/ATLAS dopo il suo massimo avvicinamento al Sole: se aumenterà di luminosità, se si affievolirà oppure se saprà sorprenderci ancora una volta.
31 ottobre 2025: 3I/ATLAS si illumina più del previsto al perielio (ma nessun segno di manovre artificiali)
Come previsto, la cometa 3I/ATLAS ha raggiunto il suo perielio a fine ottobre 2025 — ma lo ha fatto con una sorpresa. Le osservazioni dai veicoli spaziali solari hanno registrato un aumento di luminosità molto più rapido del previsto man mano che la cometa si avvicinava al Sole. Il tasso di brillantezza di 3I/ATLAS ha superato di gran lunga quello di una tipica cometa della Nube di Oort a pari distanza, lasciando gli scienziati perplessi sulle cause. Potrebbe essere dovuto alla velocità con cui l’oggetto si stava avvicinando al Sole o a qualche peculiarità nella sua composizione: se l’interno di 3I/ATLAS è diverso da quello delle comete ordinarie, ciò potrebbe riflettere condizioni chimiche differenti nel sistema planetario d’origine.
Fortunatamente, finora non si è rilevato alcun comportamento “intelligente”: la cometa non ha effettuato cambi di rotta anomali mentre era nascosta dietro il Sole. La sua orbita continua a seguire esattamente la traiettoria prevista dalle sole leggi gravitazionali, rafforzando l’interpretazione che si tratti di un corpo naturale. Adesso 3I/ATLAS rimane invisibile per gli osservatori terrestri finché non riemergerà dal bagliore solare verso la fine di novembre, quando sarà possibile verificarne lo stato post-perielio — e capire se il recente picco di luminosità sia stato un evento passeggero oppure se la cometa continuerà a sorprendere.
Domande frequenti sulla cometa 3I/ATLAS
Perché la cometa 3I/ATLAS è speciale?
Innanzitutto, 3I/ATLAS è un vero oggetto interstellare, cioè non si è formato nel nostro Sistema Solare ma proviene da un altro sistema stellare. Questi oggetti sono incredibilmente rari, quindi ogni nuova scoperta del genere suscita enorme interesse. Inoltre, le prime stime indicano che il suo nucleo potrebbe arrivare fino a 5 chilometri di diametro, il che la renderebbe uno dei più grandi corpi interstellari mai osservati. E la parte migliore è che questo viaggiatore cosmico sarà visibile nel cielo proprio quest’anno.
La cometa 3I/ATLAS è l’unico oggetto interstellare scoperto?
No. In realtà 3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare confermato ad aver attraversato il nostro Sistema Solare. Il primo fu lo strano oggetto chiamato ‘Oumuamua, scoperto nel 2017 — un corpo dalla forma allungata che qualcuno ha persino paragonato a un’astronave aliena. Poi, nel 2019, è arrivata la cometa 2I/Borisov, che si è comportata come una cometa classica, con una chioma brillante e una lunga coda.
Come sappiamo che 3I/ATLAS non proviene dal nostro Sistema Solare?
Il primo indizio è venuto dalla traiettoria insolitamente aperta di 3I/ATLAS: la sua orbita non è chiusa ma iperbolica, il che suggerisce che la cometa non sia legata al campo gravitazionale del Sole. In seguito i calcoli orbitali lo hanno confermato: 3I/ATLAS sfreccia a circa 210.000 km/h, una velocità tipica degli oggetti interstellari e troppo elevata perché il Sole possa trattenerla.
La cometa 3I/ATLAS colpirà la Terra?
Nessun pericolo. 3I/ATLAS attraverserà la parte interna del nostro sistema planetario, ma si manterrà a grande distanza dalla Terra. Il suo punto di massimo avvicinamento sarà attorno a 1,8 UA — cioè circa 270 milioni di km, quasi il doppio della distanza media Terra-Sole.
È sicuro che 3I/ATLAS sia una cometa? Potrebbe essere un’astronave aliena?
Con ogni probabilità 3I/ATLAS è proprio una cometa. Presenta infatti un nucleo ghiacciato che emette gas e polveri, sviluppando una chioma e una coda — esattamente ciò che ci si aspetta da una cometa. Forse qualcuno sperava in visitatori alieni, ma questa probabilmente non sarà la volta buona.
Bisogna considerare che spesso si tende a vedere UFO ovunque: molti oggetti comuni nel cielo notturno vengono scambiati per astronavi aliene, dai palloni aerostatici ai satelliti artificiali. Per fare chiarezza, ricordiamo che fenomeni del tutto ordinari — come scie di aerei, riflessi di satelliti, ingressi in atmosfera o persino pianeti molto luminosi bassi sull’orizzonte — possono ingannare l’occhio umano, soprattutto con lunghe esposizioni fotografiche o condizioni atmosferiche particolari.
Cometa 3I/ATLAS: consigli per l’osservazione
Quanto sarà luminosa la cometa 3I/ATLAS?
Al momento della scoperta la cometa era estremamente debole, intorno alla magnitudine 17. Nel settembre 2025 era già diventata più luminosa, attestandosi tra la magnitudine 12 e 14. Le previsioni più ottimistiche suggeriscono che entro fine ottobre potrebbe raggiungere la magnitudine 12. In tal caso, 3I/ATLAS sarebbe l’oggetto interstellare più luminoso mai osservato — ma comunque troppo fioco per essere visto a occhio nudo. Anche un binocolo probabilmente non basterebbe.
Quando e dove osservare la cometa 3I/ATLAS?
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Ottobre 2025: la cometa è al momento troppo vicina al bagliore solare per essere visibile. A metà mese raggiungerà la congiunzione col Sole e sparirà dal cielo per alcune settimane. Il 29 ottobre 3I/ATLAS toccherà il perielio (il punto più vicino al Sole) e comincerà poi a spostarsi nel cielo del mattino.
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Fine novembre 2025: la cometa tornerà visibile, questa volta prima dell’alba nella costellazione della Vergine, bassa sull’orizzonte orientale. La sua luminosità prevista si aggirerà tra magnitudine 12 e 13 (benché le stime possano variare), per poi iniziare a calare gradualmente.
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Dicembre 2025: 3I/ATLAS entrerà nella costellazione del Leone, ancora osservabile nelle ore che precedono l’alba. Tuttavia la sua luminosità sarà ormai scesa attorno a magnitudine 14 o anche inferiore. Con la fine dell’anno la cometa si allontanerà definitivamente dal Sistema Solare.
(Nota: anche mentre 3I/ATLAS resta nascosta dal Sole, altre due comete stanno regalando spettacolo nel cielo: C/2025 R2 (SWAN) e C/2025 A6 (Lemmon), entrambe in buon periodo osservativo.)
Attenzione alla fase lunare
La Luna può facilmente offuscare oggetti deboli nel cielo notturno con la sua luce. Per aumentare le probabilità di avvistare la cometa 3I/ATLAS, conviene pianificare le osservazioni in prossimità della Luna nuova, quando il cielo è più scuro.
Nel periodo in cui la cometa sarà visibile, la Luna nuova cadrà il 21 settembre, il 21 ottobre e il 19 novembre. Al contrario, la Luna piena ci sarà il 7 ottobre e il 5 novembre, il cui bagliore renderà molto più difficile scorgere la cometa.
Dove si trova la cometa 3I/ATLAS adesso?
Fino ai primi di ottobre la cometa si sposterà attraverso la costellazione della Bilancia. Per individuarne la posizione con precisione si possono usare comuni mappe stellari, planetari da desktop o applicazioni di osservazione del cielo, impostando la ricerca sul nome “C/2025 N1 (ATLAS)” e seguendo l’indicazione della sua posizione rispetto all’orizzonte locale.
Scoperta della cometa 3I/ATLAS
Immagine della cometa interstellare 3I/ATLAS catturata il giorno della sua scoperta, il 1º luglio 2025.
© ATLAS/University of Hawaii/NASA
La cometa 3I/ATLAS è stata individuata il 1º luglio 2025 da un telescopio automatico del progetto ATLAS in Cile, progettato per scovare asteroidi potenzialmente pericolosi. Nelle immagini di scoperta, l’oggetto appariva come un debolissimo puntino di magnitudine 20, a circa 4,5 miliardi di chilometri dal Sole. Già il giorno successivo i calcoli orbitali indicarono che la sua traiettoria non era chiusa, bensì iperbolica — il che implicava che l’oggetto provenisse da oltre i confini del Sistema Solare. Il 2 luglio il Minor Planet Center confermò ufficialmente il suo status di corpo interstellare.
All’inizio 3I/ATLAS era stato classificato come asteroide, ma osservazioni successive hanno rivelato segnali di attività cometaria, tra cui una piccola chioma e una breve coda. Nelle settimane seguenti la sua luminosità è aumentata lentamente, confermando che si trattava effettivamente di una cometa.
Perché la cometa 3I/ATLAS si chiama così?
La cometa in realtà ha due designazioni ufficiali: C/2025 N1 (ATLAS) e 3I/ATLAS. Possono sembrare nomi diversi, ma indicano lo stesso oggetto — semplicemente sottolineano caratteristiche differenti.
C/2025 N1 (ATLAS) è la denominazione provvisoria secondo le regole standard della IAU:
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C/ — sta per cometa non periodica.
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2025 — l’anno della scoperta.
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N1 — il primo oggetto scoperto nella prima metà di luglio (la lettera “N” indica quel periodo).
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ATLAS — il programma che l’ha individuata.
3I/ATLAS è invece la sigla che evidenzia la natura interstellare:
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3I — significa che è il terzo oggetto interstellare confermato (dopo 1I/‘Oumuamua e 2I/Borisov).
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ATLAS — fa riferimento di nuovo al progetto di scoperta.
In sintesi, C/2025 N1 (ATLAS) inserisce la cometa nel catalogo delle comete del Sistema Solare, mentre 3I/ATLAS ne sottolinea lo status particolare di visitatore interstellare. Entrambe le denominazioni sono corrette: raccontano la stessa storia da due prospettive diverse.
Perché le comete interstellari come 3I/ATLAS sono così rare?
La stragrande maggioranza delle comete che vediamo in cielo appartiene al nostro Sistema Solare. Si sono formate miliardi di anni fa in regioni remote come la Nube di Oort o la fascia di Kuiper, e seguono orbite ellittiche molto ampie attorno al Sole. Talvolta la gravità dei pianeti ne altera leggermente le traiettorie, ma restano comunque legate alla nostra stella.
Una cometa interstellare, invece, ha una storia ben diversa. Si forma in un altro sistema planetario e subisce una spinta gravitazionale talmente forte (da parte di pianeti giganti o stelle vicine) da venire espulsa per sempre dal suo sistema di origine. Da quel momento vaga isolata nella galassia per milioni o miliardi di anni, finché — per puro caso — non si ritrova ad attraversare il Sistema Solare. Una probabilità così bassa da sfiorare lo zero spiega perché finora siano stati identificati solo tre oggetti interstellari in viaggio nel nostro sistema, tra cui proprio 3I/ATLAS.
Perché gli astronomi dedicano tanta attenzione agli oggetti interstellari?
I visitatori interstellari come 3I/ATLAS sono di enorme interesse scientifico perché fungono da messaggeri naturali provenienti da altri sistemi stellari. A differenza delle comete “domestiche”, formatesi nel nostro Sistema Solare, questi oggetti si sono originati attorno a stelle diverse e hanno vagato nella galassia per milioni o miliardi di anni prima di giungere fino a noi.
Studiarli consente agli astronomi di confrontare i processi di formazione di pianeti e comete in condizioni differenti. Le osservazioni effettuate finora su 3I/ATLAS indicano, ad esempio, che la sua composizione comprende acqua e anidride carbonica — gli stessi ingredienti riscontrati in molte comete del Sistema Solare. Ciò suggerisce che la “ricetta” per creare comete, e forse anche i materiali fondamentali per costruire pianeti, possa essere sorprendentemente simile in tutta la galassia.
Cometa 3I/ATLAS: riassunto
La cometa 3I/ATLAS (C/2025 N1) è soltanto il terzo oggetto interstellare mai osservato nel nostro Sistema Solare, dopo ‘Oumuamua e 2I/Borisov. Si tratta di un corpo relativamente grande — il nucleo è stimato tra 0,6 e 5,6 km di diametro — e molto veloce, che sfreccia a circa 210.000 km/h. Non diventerà visibile a occhio nudo, ma verso fine novembre 2025 dovrebbe raggiungere una luminosità intorno alla magnitudine 12, abbastanza da poter essere individuata con buoni telescopi. Non perdere l’occasione di seguire questo messaggero proveniente da un altro sistema stellare! Con carte del cielo aggiornate e normali planetari software è possibile localizzare la cometa 3I/ATLAS in pochi secondi, pianificare le osservazioni e seguirne il percorso tra le costellazioni.
Visibili ora: esplora le altre comete che catturano l’attenzione
Sebbene 3I/ATLAS probabilmente non diventerà molto luminosa, il cielo offre comunque spettacoli straordinari! In particolare, altre due comete stanno rubando la scena in questo periodo:
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C/2025 R2 (SWAN): una scoperta recente che sta già sorprendendo gli astronomi con la sua chioma azzurra e la coda in rapida crescita, al punto che potrebbe diventare visibile a occhio nudo.
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C/2025 A6 (Lemmon): una bellezza dal moto lento, ideale da osservare con binocoli e piccoli telescopi. Potrebbe persino divenire visibile senza strumenti!
Entrambe queste comete sono osservabili proprio in questi giorni, quindi è il momento ideale per uscire e andare a caccia di comete. Per dettagli operativi è sufficiente consultare effemeridi, mappe stellari e planetari astronomici aggiornati.





