Tra le mura silenziose della Casa di spiritualità “Fraterna Domus” a Sacrofano, dal 15 al 20 settembre 2025, si è tenuto il Convegno internazionale degli esorcisti, un raduno che ha visto oltre 300 presenze da tutto il mondo. L’evento, già di per sé carico di suggestioni, è stato scosso da un messaggio che ha destato non pochi interrogativi: quello di Papa Leone XIV, trasmesso tramite il cardinale Pietro Parolin.
Il Pontefice ha esortato gli esorcisti a non perdere mai di vista il loro compito primario: liberare le anime dal male e accompagnarle nei momenti di fragilità. Tuttavia, nel suo messaggio si è celata un’ombra inquietante: l’allarme lanciato nei confronti dell’intelligenza artificiale, ormai sempre più presente nei territori ambigui del neo-occultismo.
L’intelligenza artificiale come strumento esoterico
Durante il convegno, la criminologa Beatrice Ugolini ha svelato uno scenario che sembra uscito da un romanzo distopico: algoritmi utilizzati non solo per creare immagini o testi, ma per simulare dialoghi con i defunti, offrire risposte di tipo oracolare e persino costruire rituali personalizzati. Attraverso sigilli digitali, simboli generati da software e chatbot dalle sembianze inquietanti, la tecnologia si intreccia con l’occulto.
Questa pratica è stata battezzata “magia del caos”, un’evoluzione moderna della chaos magick nata negli anni ’70, ma ora potenziata da strumenti digitali che aprono scenari imprevedibili. È una magia senza regole fisse, fluida e pericolosamente accessibile, che molti, in un’epoca segnata da solitudine e crisi spirituale, sembrano considerare come scorciatoia verso risposte esistenziali.
“Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di riconoscere che la fede non può essere sostituita da un algoritmo” – così ha ammonito il messaggio papale.
Un allarme che riecheggia nel silenzio
Sui social già si moltiplicano figure che si definiscono “influencer magici”, capaci di sfruttare chatbot per fornire consulenze occulte o insegnare a creare familiari digitali. Un mondo che si alimenta di suggestioni, simboli e codici misteriosi, in cui l’IA diventa medium tra l’uomo e l’invisibile.
Il rischio evocato dal Papa non è legato solo alle derive spirituali, ma anche a quello che resta nascosto dietro gli schermi: chi controlla realmente questi algoritmi? Quali forze, visibili o invisibili, potrebbero manovrarli? In un contesto in cui fede e tecnologia si intrecciano, la linea tra progresso e abisso sembra sempre più sottile.
- Chatbot che simulano contatti ultraterreni
- App capaci di generare simboli magici
- Influenze digitali che scivolano nelle pratiche esoteriche
La Chiesa invita alla prudenza, ma il sospetto resta: stiamo davvero creando strumenti innocui o stiamo spalancando porte che sarebbe stato meglio lasciare chiuse?
Un velo oscuro si posa così sull’intelligenza artificiale, che da promessa di progresso rischia di trasformarsi in specchio di nuove ossessioni arcane. E mentre il mondo applaude ai traguardi tecnologici, qualcuno già intravede tra le righe di codice i segni di un’era dove magia e macchina si confondono.




